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MY IMMORTALS

La vita che ritorna

Nei volti delle persone è stampato lo spirito, i moti dell’anima. La cultura, le esperienze, l’umanità modellano lo spirito stesso ed ingentiliscono i tratti del viso. Dietro certe luci occulte dello sguardo, dietro i sorrisi radiosi e pieni di vita c’è tutta una storia interiore costruita un giorno dopo l’altro. E quanto sono rigidi, sgraziati, pallidi ed inespressivi i volti di coloro che presentano vuoto, nequizia, insipienza dell’animo. Proviamo ad esaminare un volto celebre della pittura italiana: la Maddalena di Giovanni Girolamo Savoldo (Brescia, 1480 – 1548), pittore di scuola lombardo-veneta (fu influenzato dai grandi Tiziano e Giorgione), delicato, raro, ombroso. Nella sua cifra artistica coniuga il naturalismo lombardo con il classicismo cromatico della scuola veneta. Vasari, lo storico aretino, lo definisce ‘capriccioso e sofistico, non fece cose grandi … ’, ma è ben nota l’avversione dello stesso verso i pittori non toscani. Maria Maddalena o Maria di Màgdala, secondo la tradizione cristiana, fu colei che vide Gesù per prima dopo la resurrezione. Nella sua vita fu posseduta da sette dèmoni che il Cristo provvide a scacciare.​​

Ella, fascinosa nel suo corpo negato, il volto ammiccante che guarda noi che la guardiamo. Ella, con la sua positura insolita, diremmo inedita nell’atteggiamento sensuale, con il capo reclinato dolcemente, quasi a voler ricercare un agio che le consenta di riflettere meglio. Gli occhi scurissimi, provvisti di quella fissità tipica di coloro che sanno quel che si tace; la bocca piuttosto carnosa, proporzionata, chiusa nel suo segreto: il presagio dell’apparizione del Cristo che si mostrerà, secondo le scritture, nella pienezza del suo spirito e nella materialità del suo corpo. La veste d’argento riceve un inatteso raggio di luna o forse una misteriosa luce di natura divina, che prelude l’intuizione di Caravaggio. Nello sfondo, l’inquietante calma di una laguna è un probabile omaggio a Venezia. Maddalena e il suo mistero. Il pensiero della vita che ritorna dal silenzio di morte. L’anima brucia nel purgatorio metafisico del rimorso e della coscienza, ma non si consuma. Vengono in mente alcuni versi di Borges: “E’ ieri, oggi. Tu non sei che gli altri il cui volto è polvere. Tu sei i morti.”

​53. - 55.  Esposizione Internazionale d'Arte

​La Biennale di Venezia

 Premio Enzo Biagi  2015

RAI - Radiotelevisione Italiana

          

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