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MY IMMORTALS

Il silenzio del mondo

Giorgio de Chirico (Grecia, 1888 – Roma, 1978)

Pittore complesso, soprannaturale, grande metafisico, conoscitore dell’Inconoscibile. Il 'macchinista crudele dell’umanità orrendamente mutila e manichina', come lo definì Longhi in una celebre recensione al vetriolo del 1919. Difficile stabilire se la sua fama sia dovuta più al personaggio – stravagante e sulfureo – o alle celebri invenzioni di artista inizialmente incompreso. Certo la sua figura gravita attorno al mondo dell’occulto mentre la cifra pittorica – varia e dinamica – si muove tra follia, sogno, surrealismo estremo, nostalgie classiche e ricerche esoteriche. Il dipinto qui in esame risale alla fine degli anni ’10 del novecento, quando de Chirico irrompe sulla scena con una serie di studiate provocazioni ed ‘incidenti metafisici’, dopo la rivoluzione futurista del 1909. In un ambiente che pare un enorme palco teatrale, una coppia di statue simili a manichini, in primo piano, evoca il mondo greco pur nella stranezza dell’insieme. Difatti, al posto della testa due forme assolutamente improbabili – estrapolate dal quotidiano – procurano uno shock visivo. Nell’assurdità dell’insieme, alla base delle due statue, alcuni oggetti policromi riportano alla memoria dei giochi per bambini. È logico dedurre che, de Chirico, ricordando la sua infanzia trascorsa in Grecia al seguito del padre ingegnere ferroviario, renda omaggio a quel mondo legato alle malinconie del tempo classico oramai perduto.

Nello sfondo, un castello fornisce la chiave per comprendere il luogo in cui ci troviamo, Ferrara, mentre ancora oltre delle ciminiere industriali indicano un periodo moderno, forse contemporaneo. Sembra chiara dunque la volontà di far coesistere tre momenti storici diversi in un sorta di eterno presente. L’assenza dell’uomo è meditata. Se lo strumento per misurare il tempo è il movimento, l’immobilità della scena – eccezion fatta per le bandierine del castello mosse da un flebile e sinistro vento – rafforza il concetto della sua inesistenza, in un sistema di pensiero non legato alla ragione bensì all’intuizione dell’Assoluto. Il pittore vive una dimensione interiore in cui non ha senso l’ordine cronologico. De Chirico, abile illusionista e uomo di cultura profondissima nega, per paradosso, il mondo e la condizione umana, certamente per provocare ma soprattutto per esaltare la potenza immaginativa del pensiero irrazionale, entità sottile ed eterna, forse indistruttibile che aldilà del tempo, spazio, materia e ordine logico, rende l’uomo simile a un dio.

​53. - 55.  Esposizione Internazionale d'Arte

​La Biennale di Venezia

 Premio Enzo Biagi  2015

RAI - Radiotelevisione Italiana

          

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